domenica 12 novembre 2017

La corda ed il pensiero ingegneristico

Nelle ultime settimane mi sono inoltrato nella lettura di un saggio di Guru Madhavan "Come pensano gli ingegneri" in cui l'autore, attraverso vari esempi, descrive la forma mentis tipiche dell'ingegnere.

Nel link in basso riassumo delle considerazioni tratte da un capitolo

https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:6332977270176694274

sabato 9 settembre 2017

Le vasche di prima pioggia: una ricerca



Ciao, è da un pò che non mi faccio sentire per svariati motivi. Ma non mi son dimenticato di voi. In questo ultimo mese ho affrontato la questione "vasche di prima pioggia". Ho dunque raccolto quanto trovato in questo articolo scritto con il buon vecchio Latex e condiviso nel link in basso (ps. il link rimanda al mio profilo Linkedin così potete anche vederlo e condividerlo)

Vasche di prima pioggia

sabato 15 luglio 2017

Le parole dimenticate: BUONGIORNO e GRAZIE

Sono l'ultimo arrivato e come tale tendo ad osservare e ad imparare le azioni e i modi di fare dei migliori per diventare uno di loro.

La prima cosa che ho imparato è l'importanza del BUONGIORNO: al mattino qualcuno fa il giro di tutti gli uffici dando il buongiorno con un sorriso. Emulandolo ho notato che questo semplice gesto umano e cortese porta un clima più collaborativo ed amichevole, oltre che permette di iniziare meglio la giornata lavorativa.

La parola BUONGIORNO l'ho iniziata ad applicare anche al telefono (si vabbè dopo le 12:00 dico BUONASERA) ed immediatamente dopo chiedo "come stai?" solo dopo aver fatto ciò inizio la richiesta all'interlocutore; ho notato che facendo questo il clima è più disteso e collaborativo.

Un altra azione, spesso dimenticata, è dire "Grazie" o riconoscere i meriti altrui.

Leggendo alcuni libri, ho notato che questo mio pensiero ha una base psicologica: l'uomo desidera esser importante ed aprezzato dagli altri. E ci sono diversi esempi che dimostrano questa tesi; Sheab, capo della United States Steel Company del 1921 (ben pagato) disse:

" Ritengo che la mia più grande quaità sia quella di destare, in chi mi circonda, il massimo entusiasmo; e questo soprattutto grazie al riconoscimento ed all'incoraggiamento continuo. Non c'è niente che deprime di più una persona delle critiche di un superiore gerarchico. Io non critico mai nessuno ma incentivo. Incentivo i dipendenti e sono tanto propenso a lodare quanto restio a trovare i difetti; se voglio che una cosa sia fatta non ho paura ad abbondare di sinceri apprezzamenti".

Noto purtroppo che si fa il contrario: si apre bocca solo quando si sbaglia. Secondo voi si crea un clima di lavoro migliore in un atmosfera di critica o d'approvazione? Secondo me la seconda, ricordiamoci sempre che siamo esseri umani.

Dunque citando Dale Carnagie:

"Smettiamo per un momento di pensare ai nostri successi, ai nostri desideri. Cerchiamo di ricordare anche i pregi altrui. E nuente adulazione. L'apprezamento dev'essere onesto e sincero. Siate pieni di calore nell'approvare l'operato altrui, siate prodighi di lodi meritate, e la gente si godrà ogni vostra parola, ne farà tesoro e la ricorderà per tutta la vita, anni e anni dopo che avrete scordato che faccia aveva".
Mettete in pratica quanto detto, Buonagiornata

lunedì 10 luglio 2017

"Problemi zero Problemi a non finire Un giorno sembra l'ultimo Un altro è da imbastire": COME RISOLVO I PROBLEMI

E' da un pò che volevo metter nero su bianco il processo che uso per risolvere i problemi più o meno complessi e finalmente ho trovato il tempo per farlo e condividerlo con voi.
Il metodo utilizzato è costituito da un flusso a tre step concatenato:

Qualcuno dirà "guarda un pò sto sbarbatello, deve ancora toglere il puzzo di latte dalla bocca e vuole insegnare a me come risolvere i problemi"; "Intanto, caro amico, stai calmissimo, poi inizia a legger, applica una settimana il mio metodo, e poi torna a parlarmi e se hai qualche consiglio scrivimi".

STEP 1: FORMULARE IL PROBLEMA.
Il problema nasce da un bisogno e la soluzione del problema è la risposta che si da a questo bisogno. Per affrontare al meglio trovo utile scrivere su un pezzo su carta il problema. Se è molto complesso suddivido lo in più problemi semplici in modo che la somma delle soluzioni dia la soluzione.
La corretta formulazione del problema , secondo me, è essenziale per trovare i dati che mi permettono di affrontare correttamente lo step 2.

STEP 2 INDIVIDURE LE SOLUZIONI
Una volta capito il problema in ogni sua parte e raccolti i dati opportuni individuo più soluzioni; sono del parere che non esiste una sola soluzione ma ne esistono diverse, sta a noi individuare la migliore.
Scrivo dunque tutte le soluzioni che mi vengono a mente, anche quelle più fantasiose, più sono meglio sarà per lo step successivo.
STEP 3 VALUTARE QUALI SONO LE SOLUZIONI MIGLIORI
Questo è la parte più delicata ed oggettiva e qui è richiesta molta esperienza a seconda di ciò che si affronta. Se non conosco bene l'ambito in cui sto operando, faccio delle valutazioni personali, date dall'esperienza e dallo studio, e successivamente chiedo a chi ha maggior conoscenza di me.

STEP 4 VALUTAZIONE
Valuto nel tempo se la scelta che ho fatto è corretta, se non ha risolto il problema ripercorro il flusso con ottimismo ripensando alle parole di T.Edison.
Durante una conferenza stampa un giornalista gli chiese: “Dica, Mr. Edison, come si è sentito a fallire duemila volte nel fare una lampadina?”. La sua risposta fu:
“Io non ho fallito duemila volte nel fare una lampadina; semplicemente ho trovato millenovecento-novantanove modi su come non va fatta una lampadina."

STEP 0 CHIEDERE CONSIGLIO
La soluzione di un problema non è unica. Come illustrato nello step 2, esistono diverse soluzioni al problema, il  cui numero è determinato dalla conoscenza e la cui valutazione, step 3, è determinata dall'esperienza in materia. Trovo essenziale a tal proposito chiedere consigli per lo step 2 a chiunque sia del campo, sia a chi ha esperienza decennale, sia all'ultimo arrivato, che non avendo la mente tarata su determinate soluzioni, può inidividurne di innovative.

Citando Platone :  "Esistono tre soluzioni ai problemi: La mia, la tua e quella corretta"

Questo è come affronto i problemi più complessi, attualmente.

Grazie di aver letto e spero di esservi stato d'aiuto.
Se avete qualche consiglio da darmi scrivetemi pure.
Michael

domenica 28 maggio 2017

Chi ben comincia è a metà dell'opera: l'analisi del rischio

"Dato un problema si cercano le soluzioni" ma prima di cercar le soluzioni è necessario avere TUTTE le informazioni ben organizzate.
Tale concetto si applica anche per individuare soluzioni che riducano gli effetti delle calamità naturali, che non si possono mai eliminare.
Per individuare le possibili soluzioni vengono utilizzate le CARTE DI RISCHIO che perimetrano aree con differente grado di rischio per un certo evento naturale.
Un livello di rischio è associato esclusivamente al fatto che in un area, in cui si verificano con una certa probabilità determinati eventi, esistano delle attività umane che possono subire un danno più o meno grave in funzioni di vari fattori.

Per quantificare il rischio si adotta la formula di Vanes:

R= P V E

in cui R è il rischio, P è la pericolosità, V è la vulnerabilità dell'area rispetto a quell'evento ed E è la quantificazione del danno rispetto a quell'evento.

Ora ve lo spiego meglio ad uno a uno; come sempre iniziamo dall'inizio e quindi dal primo fattore che è la PERICOLOSITA'

Molti confondono la pericolosità con il rischio ma son due cose differenti. La pericolosità è la probabilità che l'evento calamitoso oggetto di studio accada con una certa intensità, in una certa area ed in un certo periodo di tempo. Il rischio descrive quanto sia rischioso quell'evento per una certa area considerando anche gli effetti che ha l'evento sulla popolazione o sulle attività produttive.
Per esempio vogliamo capire se un certo evento piovoso con una certa intensità possa generare un onda di piena che inondi una certa area e che volume d'acqua ci sia nell'area e a che velocità defluisca.
Per far ciò bisogna individuare l'intensità di pioggia ed in seguito attraverso un modello si va ad individuare l'onda di piena nella sezione oggetto di studio e quindi avere le info cercate. Il calcolo dell'intensità è effettuato con il Tempo di ritorno che esprime il tempo medio in cui l'intensità del fenomeno non sia superato (ho scritto un pezzo al riguardo).

Individuata l'intensità la pericolosità  è data dalla seguente:

P=1-(1-(1/T))

Dall'analisi di P emergono le aree perimetrate a seconda del livello di pericolosità.

Ma la carta di pericolosità non basta, una frana ha effetti diversi se avviene in un paese o in campagna, per tener conto di questo si usano gli altri due fattori:

VULNERABILITA' che descrive la fragilità dell'area oggetto di studio ( e delle attività produttive o delle strutture che vi insistono) nei confronti dell'evento. Per la sua quantificazione si usa una scala che va da zero (non vulnerabile) ad 1 (area fragile)


ESPOSIZIONE è il valore dell'elemento a rischio; questo può esser inteso come valore economico o può esser espresso in termini di vite umane.

Dal prodotto dei vari fattori emerge il rischio attraverso cui, avendo una mappa d'insieme del territorio, si potranno operare decisioni di interventi strutturali o non per attenuare le conseguenze degli eventi naturali o operare la decisione, se il rischio è eccessivo, di evitare la costruzione di un impianto in una certa area.


domenica 19 marzo 2017

Dal perchè al dipinto dell'universo



Una domanda accomuna i bambini alle grandi menti : Perchè? 

Tutti (o meglio quasi tutti, vabbè qualcuno che è stato attento alle lezioni di scienze lo saprà) che la luce è composta da vari colori e che quando un fascuo colpisce un prisma questo si separa in vari colori: lo "spettro" (a.k.a. arcobaleno). Ma chi sa il perchè?

https://pi.tedcdn.com/r/pf.tedcdn.com/images/playlists/why_we_do_what_we_do_1200x627.jpg?c=1050%2C550&w=1050

La risposta è semplice lo sa solo chi se lo è chiesto e tra i primi ci fu il fisico/astronomo Hoseph Fraunohfer il quale arrivò, attraverso le sue osservazioni, a gettare le basi dell'astrofisica.
http://www.las.provincia.venezia.it/discscien/chimica/lucecoloriipert1/immagini/lucesolarespettro.jpg
Quando la luce viaggia nello spazio tutti i colori che la compongono hanno la stessa velocità, ma quando il fascio colpisce un prisma di vetro con un angolo presciso, il mezzo in cui viaggia (il vetro) rallena e devia ogni colore (o meglio ogni onda che costituisce la radiazione) a seconda della frequenza d'onda; in particolare la velocità diminuisce maggiormente per le lunghezze d'onda elevate (luce rossa) e meno per quelle a piccola lunghezza d'onda (viola).
Joseph osservò inoltre che all'interno dello spettro comparivano determinate righe nere e la risposta, che avvenne dopo qualche secolo, al perchè di questa osservazione gettò le basi per l'astrofisica.

Quando un fascio colpisce qualche cosa, per esempio l'atmosfera di un pianeta, gli elementi che la costituiscono assorbono l'energia corrispondente ad una certa frequenza, e di conseguenza ciò che appare a noi è uno spettro con una barra nera.




Tramite quindi l'osservazione di questi spettri si può risalire alla composizione dei corpi celesti.
Ma l'astrofisica non si ferma soltanto allo spettro visibile ma abbraccia altre frequenze  d'onda invisibili quali l'ultravioletto o l'infrarosso, permettendo dunque di osservare e meravigliarci del meraviglioso dipinto che è l'universo.

sabato 25 febbraio 2017

Termovalorizztori e come non termerli

Ultimmente ho visto un mucchio di post riguardo i termovalorizzatori (vabbè molti li chiamano erroneamente inceneritori ma NON LO SONO)  ed in questo post proverò a far un pò di chiarezza su questo argomento.
http://www.siracusaoggi.it/wp-content/uploads/2016/02/termovalorizzatori1.jpg

La termovalorizzazione dei rifiuti è un trattamento previsto dal ciclo integrato dei rifiuti ( ho fatto un post al riguardo per rivederlo clicca qui) ed assume una triplice funzione:
  1.  Ricava energia dai rifiuti ( e ciò lo distingue dal semplice incenerimento);
  2. Riduce il volume complessivo dei rifiuti;
  3. Stabilizza i rifiuti.
Affinchè sia energicamente conveniente la termovalorizzazione è necessario che il rifiuto abbia alcune caratteristiche:
  1. abbia un buon potere calorifico;
  2. sviluppi poche ceneri;
  3. sia poco umido.
Per avere tali caratteristiche spesso si miscelano diversi tipi di rifiuti.

Esistono varie tecnologie, ma eventualmente ne parlerò in un post successivo perchè secondo me ciò che allarma la popolazione è soprattutto il trattamento dei fumi ed una parola che fa paura a moltissimi: DIOSSINE.

 Gli inquinanti nei fumi degli impianti

Gli inquinanti dei fumi si classificano in microinquinanti e macroinquinanti; la differenza tra i due sta nella concentrazione che porta queste sostanza ad esser inquinanti (è sempre una questione di concentrazione) e nella presenza all'interno dei fumi. Solitamente i macroinquinanti si trovano in concentrazioni di mg/Nmc mentre i microinquinanti in concentrazioni di microgrammi o nanogrammi per normalmetrocubo, e risulta difficile anche rintracciarli.
Tra i macroinquinanti troviamo: polveri, acidi gassosi e ossidi; tra i microinquinanti invece: diossine e metalli pesanti.
Analizziamo ora uno a uno i vari inquinanti e le metodologie di trattamento (traquilli due parole giusto per capire).

Polveri.  Le polveri sono sostanze prodotte a seguito della combustione, la quantità di queste dipende da numerosi fattori tra i quali vanno citati il tipo di forno usato e la quantità d'aria immessa. Esse possono essere classificate in base alla loro dimensione ed in genere risultano tanto più pericolose quanto sono più piccole. Per la rimozione esistono tre tecniche:






  • Il ciclone. E' una struttura dalla forma particolare in cui il fumo entra tangenzialmente e l'effetto cinetico porta alla separazione delle polveri e dei fumi. E' un ottimo pretrattamento grazie all'elevata economicità.
    https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/e3/Cyclone_separator.svg/150px-Cyclone_separator.svg.png
  • Elettrofiltro E' costituito da piastre caricate elettrostaticamente; al passaggio del fumo quest catturano le polveri. Tale tecnologia è caduta in disuso perchè non aveva grossi rendimenti ed era necessaria una manutenzione periodica;
  • Filtri a maniche Sono dei filtri in cui viene fatto passare il fumo o dall'enterno verso l'esterno o al contrario ( i tal caso serve una struttura che permette di contrastare la forza del fumo). Tali sistemi risultano molto compatti inoltre aggiungendo carboni attivi permette l'eliminazione di sostanza microinquinanti.


    Gas Acidi Sono presenti nei rifiuti sottoforma sia organica che inorganica. Per eliminarli si adotta lo scrubs. Lo scrubs è un cilindro con all'interno del materiale plastico che ha lo scopo di far restare maggiormente a contato il fumo,che va dal basso verso l'alto, con la fase liquida.
    Esistono diversi tipi di lavaggio che si classificano in:
    • Lavaggio a umido in cui il liquido (latte di calce in genere) è immesso dall'alto verso il basso;
    • Lavaggio semisecco in cui il latte di calce è vaporizzato, abbassando meno la temperatura del gas (fattore importantissimo per le diossine)
    • Lavaggio secco fatto con ultrasuoni.
    Il liquido viene recuperato nel fondo e ripulito e riutilizzato. E' importante porre attenzione per la temperatura infatti è necessario che non sia eccessivamente bassa prima dell'ingresso di questi all'interno del filtro a maniche.

    Le DIOSSINE sono delle componenti estremamente pericolose; tra i vari tipi di diossine la più pericolosa è il 2378TCDD e per misurare la tossicità degli altri tipi si quantificano in proporzione al più pericoloso.
    Questo microinquinante è molto complicato da individuare e si sviluppa quando son presenti cloruri organici ad una temperatura compresa tra 750°C e 250°C . Di conseguenza la fase di raffreddamento dei fumi è molto delicata e bisogna star ben lontani da quel range di temperatura, fortunatamente i filtri a manica eliminano le molecole responsabili della loro formazione.
    Come detto prima le diossine sono microinquinanti con uno sviluppo massimo attorno a 500°C; fortunatamente il range di produzione è simile a quello di un macroinquinante l'Ossido di carbino e di conseguenza un utile campanello d'allarme per valutare il possibile sviluppi di diossine è andare a misurare questo macroinquinante.

    Il trattamento dei fumi è dunque una catena di trattamenti il cui primo anello è costituita dalla camera di post combustione in cui il fumo ha una temperatura superiore agli 800°C e deve restare per un tempo compreso tra 2 e 6 secondi.
    Dopo la camera di post combustione segue un lavaggio a secco o semisecco, quindi un filtro a maniche e a seguito di questo un secondo riscaldamento per i successivo trattamento d'eliminazione degli ossidi, quindi un trattamento finale di lavaggio degli acidi e l'uscita in camino.

    E per oggi è tutto gente, alla prossima



    sabato 11 febbraio 2017

    IL RICICLAGGIO NON E' SUFFICIENTE: la gestione integrata dei rifiuti

    Oggi parliamo di "gestione integrata dei rifiuti", cioè la gestione dell'intera filiera dei rifiuti, dal momento in cui essi vengono ideati, fino al termine della loro vita; scopo di questa metodologia è ottimizzare la quantità di rifiuti riducendo lo spreco e riciclando, anche a livello energetico.



    Ma prima un po' di storia.


    In principio venne creata il cielo e la Terra, no dai scherzo tranquilli non si va così indietro.

    Prima del boom economico vigeva il principio secondo cui tutto veniva riutilizzato (attenzione che il termine è riutilizzato e non riciclato, poi vi spiego la differenza abissale tra i due termini) e di conseguenza la quantità di rifiuti da gestire era molto limitata.
    Con l'avvento del boom economico iniziò il periodo dell'USA E GETTA, soprattutto per motivi igienici, e l'industria si adattò a questo principio: qui ha inizio il problema della gestione del rifiuto.
    In una prima fase il rifiuto era gettato in discarica, generando problemi di spazio e di corretta gestione della stessa (la discarica, se il rifiuto non è adeguatamente stabilizzato, è un impianto di digestione anaerobico che genera produzione di metano, un gas che non può esser rilasciato in atmosfera, e di percolato che può inquinare le falde); in una seconda fase si provava ad ovviare ad un problema evidente, l'eccessivo volume, e si adottò il principio dell'incenerimento.



    Come si vede il rifiuto non era considerato una risorsa ma qualche cosa da eliminare o meglio accantonare.
    Dagli anni '80-'90 mutò questa concezione e si iniziò a riciclare separando a valle della raccolta i rifiuti in sottoprodotti; problema di tale gestione è l'eccessivo costo e la bassa qualità della merce, nacque allora l'idea della Gestione integrata del rifiuto, in via di attuazione.

    LA GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI E LA PIRAMIDE ROVESCIA.

    La piramide rovescia è un utile modo di descrivere la gestione integrata dei rifiuti e analizza come, attraverso il processo, si riducano i volumi dei rifiuti trattati. Analizziamo punto per punto le varie parti di cui è composta la piramide.
    1. Riduzione Sembra una cosa ovvia ma poco adottata in passato; essa prevede la sensibilizzazione degli utenti alla riduzione degli sprechi e la modifica del modo con cui sono pensati i prodotti (per esempio, piuttosto che acquistare un nuovo flacone con il detersivo si potrebbe incentivare all'acquisto dello stesso alla spina, riducendo in tal modo il volume di imballaggi). Il punto è molto difficile da attuare in quanto mal volentieri gli utenti cambiano le proprie abitudini; a parer mio si dovrebbe puntare sui bambini, in quanto un ammonizione da un figlio o da un nipote funziona meglio di una multa.
    2. Riuso consiste nel prolungare la vita utile dei prodotti e nel concetto di riparare piuttosto che gettare; 
    3. Riciclare a differenza del riuso qui si punta a recuperare il materiale per la produzione di nuovi prodotti, tra il riciclaggio spicca il compostaggio ,una procedura che permette di ottenere compost partendo dalla frazione organica dei rifiuti.
    4. Recupero energetico consiste nell'utilizzare il rifiuto come combustibile per produrre energia, le procedure utilizzate sono la termovalorizzazione e la digestione anaerobica (attraverso la quale si ottengono combustibili che possono esser venduti sul mercato)
    5. Smaltimento Il residuo viene portato in discariche adeguatamente protette e controllate.
    Come si vede la moderna gestione dei rifiuti prevede anche delle responsabilità da parte dell'utente che sarà parte integrante del ciclo dei rifiuti di essa in quanto sarà responsabile della riduzione e del riuso.

    E per oggi è tutto.
    Un cordiale saluto dal vostro Michael, alla prossima.




    domenica 11 dicembre 2016

    Mi Piace quel che muovi..e allora muovi! [Fluidi non newtoniani]

    Keep calm, non è un mostro alieno venuto dallo spazio (quelli odiano la musica, gli esplode la testa)
    Quella cosa che balla è un fluido non newtoniano (credo che sia maizena e acqua).
    Prima di spiegare cos'è un fluido non newtoniano(non la maizena, che so solo che si compra in supermarcato in una scatola gialla con scritto "MAIZENA, amido di mais") è necessario definire cos'è un fluido newtoniano (non si può spiegare il buio se non conosci la luce) e per far ciò è necessario introdurre il concetto di viscosità (si lo so la questione è lunghetta, ma se volete capire dovete perder un pò di tempo, altrimenti potete pensare che sia magia o una creatura extraterrestre ed usare la k al posto del ch nei vostri post).

    La viscosità

     

    La viscosità è definita come la tensione tangenziale che un fluido oppone allo scorrimento tra due strati di fluido. Essa non è altro che la misura dell'attrito interno quando il fluido è in movimento ed è legata alla forza di coesione delle molecole (la definizione di forza di coesione ve la risparmio e la riprendo in un prossimo articoletto,forse).

    Se non credete nell'esistenza di sforzi tangenziali fate questo esperimento: prendete due cilindri caossiali e tra loro mettete dell'acqua e fate ruotare un solo cilindro, vi accorgerete che anche il secondo ruoterà; magia? No; il fatto è che la rotazione del primo cilindro mette in rotazione gli strati di fluido più vicini che mettono in rotazione altri strati di fluido fino ad arrivare all'altro cilindro.

    Fluidi Newtoniani 

     

    I fluidi Newtoniani seguono la legge di Newton (si lo so che è un ovvietà però dovevo iniziare il paragrafo!)
    Poniamo di avere un fluido che scorre tra due piatti paralleli uno fisso e uno mobile ad una velocità uniforme.
    Per poter muovere il piatto alla velocità uniforme dovete applicare una forza pari a:
    F=μ A ΔV/Δh
    In cui μ è la viscosità, A è la superficie e h è la distanza tra i piatti.
    Lo sforzo tangenziale è pari a:
    τ= F/A=μ dv/dy

    Dunque le componenti tangenziali dello sforzo in un punto di una massa fluida in moto dipendono solo dal gradiente di velocità nel punto.

    Definizione fluido newtoniano:I fluidi per i quali la viscosità è costante per dati valori di temperatura e pressione sono newtoniani; l'acqua è un fluido newtoniano.

    Quello che abbiamo visto nel video è un fluido non newtoniano e ne esistono moli ( Fluidi di Bingham, pseudoplastici, dilatanti).

    In questi fluidi la viscosità, per una certa temperatura e pressione, non è costante:
       -Fluidi pseudoplstici: la viscosità diminuisce all'aumentare degli sforzi di deformazione.

       -Fluidi dilatanti: la viscosità aumenta all'aumentare degli sforzi di deformazione.

       -Fluidi di Bingham: che diversamente dai newtoniani questi fluidi inizano a scorrere solo dopo         aver raggiunto un certo valore di tensione tangenziale.

    Esperimento 

    Prendete una cassa (come ha fatto il tizio nel video) apritela mettete sopra della plastica da cucina (che altrimenti vi si rovina tutto)e mettete maizena(l'unico uso che conosco dell'amido di mais è questo) e un pò d'acqua (giusto per farla diventare fluida), attaccate la cassa alla presa elettrica (oppure fate in modo di alimentarla in qualche altro modo) e mettete un pò di musica con molte vibrazioni.
    Si, è un bel modo per passare la giornata natalizia anzichè giocare a tomboloa o a carte, e fidatevi resterete per ore a guardare quel coso che si muove.

    E per questo è tutto vi lascio con un altro video, alla prossima.







    sabato 1 ottobre 2016

    I gabbioni metallici: punti di forza



    I gabbioni metallici sono scatole di forma parallelepipeda o cubica, costituite da rete metallica al cui interno vengono posti dei ciottoli, chiuse con filo di ferro dolce e sovrapposti, o posti accanto, ad atri gabbioni per ottenere la forma voluta voluta dell'opera da realizzare.
    La rete metalica costituente il gabbione è costituito da ferro dolce rivestito in PVC o zincato per la protezione dalla corrosione, e la maglia è esagonale a doppia torsione in modo da impedire la propagazione di un eventuale rottura di qualche filo e la conseguente fuoriuscita del materiale
    I ciottoli all'interno dell'opera hanno una pezzatura tale da non fuoriuscire dealla rete e caratteristiche litologiche idonee.
    http://www.ediol.it/nuovoediol/slide/index/4.jpg
    Sempre più spesso le opere in gabbioni vengono preferite per i numerosi pregi che possiedono.
    Tali opere infatti sono molto flessibili e possono subire cedimenti o deformazioni notevoli senza  compromettere la stabilità: si adattano a qualisiasi terreno di fondazione sia perchè sono strutture elastiche che seguono i cedimenti del terreno stesso sia perchè hanno un peso specifico minore per la presenza dei vuoti tra i ciottoli, dunque sono trasmesse minori pressioni al terreno.
    Altro punto a favore di tali opere è la potenzialità di esser modificate nel tempo, sovrapponendo o affiancando altri gabbioni.
    La loro struttura permeabile garantisce il movimento delle acque di falda e drenano l'ambiente circostante, riducendo quindi le sollecitazioni agenti sull'opera stessa.
    Per garantire l'impermeabilità dell'opera le superfici vengono sigillate con mastice o bitume idraulico o più semplicemente con calcestruzzo.
    Le opere in gabbioni favoriscono inoltre la crescita spontanea della vegetazione e dunque sono una valida opera di ingegneria naturalistica.
    Riguardo i costi queste opere sono molto competitive sotto numerosi punti di vista, soprattutto per quanto riguarda il trasporo: se il materiale di riempimento è presente in loco le uniche cose da trasportare sono le gabbie metalliche.
    Riguardo l'uso di tali opere nelle costruzioni idrauliche per citarne alcune:
    -Briglie
    -Pennelli
    -Rinforzo del fondo presso e pile dei ponti per prevenire l'erosione localizzata
    -Rinforzo degli argini lato fiume per contrastarne la corrosione
    -Risagomature alvei
    -....
    Continua..
    http://www.pietreingabbia.it/resources/020820142212_b.jpg

    sabato 18 giugno 2016

    Qualcuno lo ha piccolo, qualcun'altro grosso, ma l'importante è saperlo usare: Servizi Cloud

    I cloud sono servizi che mettono a disposizione degli utenti uno spazio virtuale, in cui poter caricare dei file per poi eventualmente condividerli con altri contatti o utilizzarli per vari dispositivi, evitando così cavi, chiavette, cd o floppy (eh si li usano ancora al PENTAGONO)

    Facciamo degli esempi.
    Mettiamo il caso avete delle foto, potete depositarle nel vostro spazio on line ed averle in tal modo contemporaneamente a disposizione su PC-tablet e smartphone e, volendo, potete inviare un link della cartella virtuale, contenente le foto, ai vostri amici e parenti scengliendo eventualmente se farle soltanto vedere o dargli la possibilità di farne caricare ulteriori nella stessa cartella.
    Un altro esempio.
    Mettiamo che state lavorando in un team fatto di un certi numero di persone sparsi in vari uffici e avete la necessità di condividere in tempo reale documenti su cui state lavorando; basta creare una cartella condivisa dove caricare i file ed, una volta sincronizzati, potranno esser visualizzati ed eventualmente utilizzati o modificati dai partecipanti alla cartella (talvolta si verranno a generare dei contrasti tra i file ma con un pò di abitudine si riesce ad utilizzare bene questa tecnologia)
    Un altra utilità importante del il servizio cloud è la possibilità di salvare on-line il backup del PC  o del tablet o dello smartphone o di documenti importanti; in tal modo in caso di furto o smarrimento (o distruzione da parte di componenti della vostra famiglia, quali lavaggi di smartphone in lavatrice o distruzione di notebook durante le pulizie) dei dispositivi non si perderanno dati preziosi, reinstallando in automatico i vari software e le varie impostazioni nei nuovi dispositivi, riducendo sensibilmente le bestemmie.
    Quali sono dunque i migliori servizi cloud?
    Bè i servizi cloud sono moltissimi e bisogna sapere che in genere viene offerto agli utenti uno spazio virtuale gratuito (di alcuni GB) ampliabili con un abbonamento, ma tranquilli che per usi normali basta lo spazio gratuito.
    Prima di elencare quelli che utilizzo io è necessario sottolineare un fattore importante per la scelta del servizio cioè la privacy e vi consiglio, prima di depositare foto importanti o dati (soprattutti quelli più sensibili) di cercare su google varie recensioni, e di utilizzare password sicure (no signor genio 123456798 NON è una password sicura) e di cambiarle ogni tanto.
    Come detto i servizi cloud sono numerosissimi quelli che ho utilizzato sono i seguenti:
    Dropbox

    E' il primo che ho utilizzato, il motivo è che mi offriva (e mi hanno ri-offerto) per due anni 30GB di spazio gratuito, ma per gli utenti offre 2GB di spazio gratuito e di solito aggiungono un certo numero di MB quando vengono invitati un certo numero di amici.
    Punto di forza di questo servizio cloud è la sua popolarità e che esistono per praticamente qualunque dispositivo e sistema operativo comunemente usato. Nel periodo dei due GB perchè ne avevo trovati altri che mi offrivano di più.
    Il link di iscrizione è il seguente:  Dropbox
    Google Drive



    Lo hanno TUTTI gli utenti che hanno un account google; offre 15GB di spazio gratuito aumentabili con un  abbonamenti.
    Questo serizio lo uso soprattutto per il backup del cellulare e per scambiare i dati tra i PC e smartphone, anche se ultimamente lo uso quasi per tutto perchè attraverso l'acquisto di uno smartphone asus mi hanno concesso per due anni un bel pò di GB
    Inoltre viene usato in automatico da Google per inviare allegati superiori ai 25MB e per salvare le foto di google foto.
    Il sito è il seguente: Google Drive
    Onedrive


     E' il servizio di casa Microsoft, offre uno spazio di 7GB free (più qualche altro GB se installate l'app sul cellulare o tablet) personalmente lo utilizzo per sincronizzare le foto del cellulare.
    Il link per il sito è il seguente: onedrive
    Hubic


     Questo servizio è offerto da un azienda francese ed offre 25GB gratuiti. Dato che l'azieda è particolarmente attenta per il rispetto dei dati la utilizzo per tenere i miei documenti personali e una biblioteca virtuale in cui tengo varie dispense o manuali che mi possono servire sempre.
    Il link è al seguente indirizzo: Hubic

    Questi sono quelli che utilizzo; esistono naturalmente uìaltri servizi che offrono anche spazio maggiore (fino ad 1TB) ma sono siti cinesi con interfacci in cinese ed onestamente non mi fido molto.
    Un consiglio
    Se non vi basta lo spazio free usate più servizi cloud magari caricate le foto in uno, i documenti in un altro, insomma per categorie..
    Un ultima nota
    Un servizio che vorrei provare è Mega (che sorge dalle ceneri di Megaupload) il motivo è che offre ben 50GB gratuiti, funziona su molte piattaforme ed ha un servizio molto sicuro proteggendo i documento con il sistema end-to-end- encryption.

    Il link è il seguente:mega
    Detto ciò vi lascio smanettare e cercare ulteriormente su google, se conoscete altri servizi cloud migliori linkatemeli nei commenti.
    Alla prossima bella gente, siate fantastici e provate a migliorare il mondo ogni giorno.
                                                                                                                                             Michael

    domenica 12 giugno 2016

    Ricominciamo da qui

    Ciao bella gente, ormai non scrivo da un pò di tempo a causa di impegni di studio e soprattutto di un eccessivo stress, scusatemi per questo, chi mi è stato vicino sa quanto è stato duro il periodo passato, ma ora è tutto migliore, la salita è stata conquistata, anche se davanti ve ne saranno altre più ripide(ma non me ne preoccupo ho la testa dura e le gambe robuste).

    Bando alle ciance bella gente (si la gente che legge il  blog è bella, ed ancor più belli sono quelli che interagiscono commentando e condividendo i vari post) e ri-iniziamo.
    Si è necessario ri-iniziare tutto, cancellate quello che avete letto nel primissimo post del blog, mi sono reso conto che il blog non è adatto alla diffusione del materiale tecnico (meglio tardi che mai), ma non mi andava di abbandonare la possibilità di scrivere e parlare al mondo intero; ed allora SI CAMBIA.
    D'ora in poi scriverò, più o meno regolarmente, di ciò che mi colpisce: potrà essere un fatto accaduto piuttosto che un pensiero, insomma qualunque cosa che attiri la mia attenzione (e per fortuna sono molte).

    Sento la necessità di scrivere e di comunicare con il mondo ed Internet me ne dà e io la sfrutto; come ha detto Saviano:
    "La scrittura è medicina, piacere, casa, riconferma che esisto; ma anche straordinaria possibilità di incontro e non penso solo ad articoli o libri ma anche Facebook che è la mia pizza, il mio bar, il mio giardino pubblico e la mia passeggiata al mare".
    E quindi si RI-INIZIA
    Alla prossima bella gente, siate fantastici e provate a migliorare il mondo ogni giorno.
                                                                                                                                                 

    Le immagini sono state prese dai seguenti link:
    http://img09.deviantart.net/a031/i/2012/342/2/0/don__t_let_them_get_you_down_by_eliseenchanted-d5nesa3.jpg
    http://saltyshadow.deviantart.com/art/I-m-writing-u-a-poem-61248336

    mercoledì 16 marzo 2016

    Trivelliamo: cosa dice il referendum?

    Il 17 Aprile, come ben sapere dai social si terrà un referendum, ma ben pochi hanno capito cosa di va a votare, sanno soltanto che voteranno SI all'abrogazione di qualche legge, i peggiori pensano che con il si vengano eliminate tutte le trivelle nel mediterraneo (brutte, sporche cattive e son sicuro che chi ci lavora lì tifa la squadra avversaria di calcio vostra).
    In un precedente post (Clicca il link per vedere il post, leggerlo ti farà bene) consigliavo, prima di condividere qualunque cosa su facebook o su altri social di googlarlo (Và come sono moderno che scrivo ste parole fighe) per evitare errori; io l'ho fatto per capire cosa andrete a votare ( andrete perchè io sono uno studente fuori sede e prender il treno da Pisa a Trapani è un impresa biblica) e qui i riassumo ciò che ho trovato.


    Si vota sulle PROROGHE e non sull'eliminazione delle trivelle!

    Le leggi attuali prevedono che le concessioni per l'estrazioni di petrolio o gas abbiano una durata di trent'anni prorogabili per altri dieci e poi altri cinque anni e in un comma successivo si evidenzia che si può prorogare fino al termine di vita del giacimento.

    Attraverso il SI  si va a cancellare la parte della legge che dice fino al termine di vita del giacimento.

    INOLTRE

    Questa legge, e quindi anche il referendum, male per le costruzioni distanti meno di 12 miglia dalla costa( circa 22km), quelle off-shore (distanza maggiore di 12 miglia) non sono interessate.

    Va sottolineato inoltre che non possono esser più fatte nuove trivellazioni( in mare ) entro le 12 miglia.

    Ergo il referendum vale SOLO  per quelle già esistenti.

    QUINDI

    Con la vittoria del SI si impedirà lo sfruttamento del giacimento fino al termine di vita del giacimento, ma SOLO se la trivella è ad una distanza inferiore alle 12 miglia, per meglio capire facciamo un esempio.

    Immaginiamo di avere una trivella costruita negli anni '70.
    Negli anni 2000 è scaduta la concessione e ho rinnovato per ulteriori 10 anni e nel 2010 per altri 5.
    Se passa il NO posso chiedere una concessione fintanto che il giacimento ha vita, se passa il SI no e l'estrazione finisce.

    Qualcuno favorevole al SI pubblica post fuorvianti facendo capire che col referendum vengono eliminate  tutte le trivelle e che quest'ultime vanno a causare danni al turismo.
    La risposta corretta alla domanda "Le trivelle causano danno al turismo"? la risposta corretta è DIPENDE DAL TIPO DI TURISMO, infatti se come dicono i NO-TRIV la risposta è si, non si spiega perchè l' Emilia-Romagna , che ha la quantità maggiore di trivelle non off-shore, sia una meta turistica ambita.

    Ma senza ombra di dubbio una trivella modifica il paesaggio di una zona ed ovviamente, se la zona è una zona che aspira ad un turismo basato sulle bellezze naturali, la trivella avrà un influenza negativa.
    Ma allora io mi domando e chiedo com'è che esistono i NO TRIV e non esistono i NOCASEABUSIVELUNGOLECOSTECHENONSOLODETURPANOILPAESAGGIOMAPOSSONOFAVORIREPROCESSIEROSIVILUNGOLECOSTE, forse perchè troppo lungo?

    COMUNQUE se vi state chiedendo cosa voterei se potessi io voterei SI , ma non per i motivi dei NO TRIV ma perchè attraverso il rinnovo delle concessioni si spinge l'estrattore a migliorarsi in tecnologia e sicurezza.

    Spero di esser stato chiaro, per si e per no allego due articoli:
    Articolo del post
    Articolo di agoravox

    E voi cosa ne pensate?
                                                                                                           
                                                                             Un cordiale saluto dal vostro Michael, alla prossima



    domenica 4 ottobre 2015

    Meglio non crescere mai

    Qualche settimana fa a Pisa c'è stata la Notte dei Ricercatori; un evento  in cui l'Università apre le sue porte e mostra le varie attività svolte per metter in contatto i professionisti della ricerca ed i cittadini diffondendo la cultura scientifica.
    Con enorme piacere Pisa era piena di eventi che comprendevano esperimenti e dimostrazioni scientifiche dal vivo, mostre, visite guidate , conferenze, seminari divulgativi e spettacoli; in poche parole un paese dei balocchi per i curiosi.
    La cosa fantastica era vedere la folla di curiosi informarsi per le nuove tecnologie e lo stupore dei bambini.

    Tuttavia un bel pò di persone rimaneva completamente disinteressata ai vari stand ed alle dimostrazioni pratiche. Ci sono rimasto malissimo.
    Qualcuno, che capisce le persone meglio di me, mi ha detto che "a non tutti interessano ste cose".

    Questa frase mi ha aperto gli occhi e non capisco perché non riuscivano a stupirsi delle varie attività della Notte dei ricercatori; Alcuni forse sono disinteressati perché non riescono a capire alcuni tipi di ricerche, tipo quella sul grafene, anche se non capisco perché non si avvicinino neppure per informarsi su cosa sia il grafene, ma non capisco il mancato stupore verso un robot alto 1.85m che cammina e riesce a ruotare delle valvole!


    Forse hanno dimenticato, non riescono più a stupirsi, avevo letto un articolo che diceva che invecchiano si perde la curiosità, forse è questo il motivo.

    Fortunatamente non è capitato a me nè a tante altre persone che conosco e vi assicuro che non è questione di studi o del tipo di lavoro.
    Forse la questione è di come si cresce o con cosa si cresce, allora guardando lo stupore dei bambini spero che lo stupore rimanga per almeno altri settant'anni perchè secondo me una vita senza curiosità non ha senso.

    Un cordiale saluto dal vostro Michael, alla prossima

    Ps. Vi consiglio due canali su youtube che trattano di scienza link4universe che tratta di astronomia ed TheScience4Fun 

    lunedì 28 settembre 2015

    Discorso su Miss Italia

    Qualche giorno fa, dopo il tifoso del napoli giapponese nella chiesa di san Gennaro (clip da vedere assolutamente perchè è un non sense puro) i social sono stati inondati da post collegati alla gaffe di Miss Italia.



    Vi spiego un pò meglio.
    Miss Italia è un concorso di bellezza dove viene premiata, di anno in anno, la più bella d'Italia; Claudio Amendola, durante il concorso, non so bene la data perché non mi piace seguire Miss Italia e preferisco impiegare il tempo in altro modo, ha chiesto "In che anno avreste voluto vivere?", una domanda semplicissima cui si poteva rispondere in maniera banale oppure con un discorso originale ; la neo-miss ha risposto:
    "Nel '42...tanto io so donna e non avrei fatto la guerra", in basso il video integrale

    Il popolo "dell'internet" si è diviso in una serie di gruppi:

    1. Chi sostiene che la concorrente fosse una nostalgica degli anni della guerra, per non dire altro.
    2. Chi sostiene che l'eletta fosse un ignorante perchè "la guerra l'hanno fatta anche le donne"
    3. Chi sostiene che la gaffe fosse legata alla timidezza e che la neo miss volesse dire altro
    4. Chi non gli frega una sega di ciò che accade nel mondo e non si esprime al riguardo (insomma quelli che campano cent'anni)



    Io appartengo alla seconda categoria.
    La cosa che mi ha fatto scattare la molla e che mi ha spinto a comunicare il mio pensiero al riguardo è la seconda parte della frase "tanto so donna non avrei fatto la guerra".
    Se questa frase l'avesse detta un uomo, GIUSTAMENTE, le donne avrebbero alzato le barricate perchè è una frase carica di maschilismo che vede la donna relegata in secondo piano.
    Invece, come ben sappiamo tutti, la storia  della seconda guerra mondiale è piena di eroine italiane che si son sacrificate, tanto quanto gli uomini, per la causa italiana.(Forse l'aspetto positivo della vicenda è che è stato pubblicato qualche post riguardo queste eroine).

    Scrivendo e riflettendo sull'accaduto mi è venuta in mente una questione e cioè: Miss Italia chi dovrebbe essere? Deve avere altre doti, oltre la bella presenza?

    No! Miss Italia deve soltanto esser la più bella d'Italia, se poi è anche intelligente, simpatica e che sa metter in piedi dei discorsi è tutto di guadagnato, ma sono optional che non si richiede per la più bella d'Italia. Il concorso di bellezza, a parer mio, mira soltanto a valutare un involucro

    Ecco perchè non mi piacciono i concorsi di bellezza, anzi mi danno fastidio, perchè si sminuisce l'ideale di donna.
    Secondo me miss Italia dovrebbe essere l'ideale di donna italiano, quello cui le bimbe dovrebbero ambire.


    Alla luce di questo pensiero la gaffe della ragazza, e soprattutto il teatrino che ne è venuto fuori, è privo di senso in quanto il concorso attuale prevede la valutazione di un involucro e quindi se parla e non parla non dovrebbe importare al fine di titolo di miss.
    Questo post, invece, non è privo di senso perchè mi ha fatto riflettere sul concorso di bellezza e sulle eroine del passato.
    E voi cosa pensate riguardo al concorso di Miss Italia? 

    Un cordiale saluto dal vostro Michael, alla prossima
    (p.s. perdonate eventuali errori di battitura, di grammatica o di punteggiatura, ogni segnalazione sarà ben accettata)

    domenica 27 settembre 2015

    Analfabetismo funzionale: Il ragazzo non si impegna e spara ca***te

    E' da qualche tempo che circolano su vari social la notizia secondo cui la percentuale di analfabeti funzionali italiani è del 47%. Io da bravo ignorante, ma con la voglia di sapere mi sono documentato su questa parolaccia; ora non sono diventato il massimo esperto in materia, e neppure un esperto, ma credo di sapere, adesso, di più di quelli che hanno condiviso semplicemente il link.
    L'analfabetismo funzionale è l'incapacità di utilizzare,in modo efficiente, le abilità apprese a scuola (W il metodo scolastico italiano no?).

    Entrando più nel dettaglio si distinguono l'alfabetismo funzionale è suddiviso in tre parametri :

    • L'analfabetismo da testi in prosa 
    • L'alfabetismo da documenti grafici, tabelle ma anche la capacità di fare una domanda di lavoro
    • L'alfabetismo  da quantità cioè la capacità di far di conto.
    Tralasciando la capacità di calcolo, gli altri due parametri sono dannosi per la società del social; citando Eco "Nei social gli idioti hanno diritto di parola come i Nobel".
    Non è una frase di un tizio altezzoso col puzzo sotto al naso ma è una critica alla "bolgia" dei social.
    Navigando in rete, soprattutto su Facebook (perchè è il social più utilizzato) si leggono discorsi che una volta restavano chiusi nei bar, e tra "mi piace" e condivisioni succedono "casini".
    Non voglio parlare di certo di gruppi neofascisti che guardano con nostalgia gli anni del ventennio, nè delle persone che, grazie anche alla classe politica che si approfitta di questo problema, credono che sia in atto un invasione e che i guai italiani siano causati dagli immigrati irregolari e non dall'incompetente classe politica che non è riuscita a arginare gli effetti della crisi (quello non è analfabetismo funzionale istituzionale ma è vera e propria incompetenza).
    http://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/classificanalfabeti.jpg
    Voglio portarvi un esempio di come possa degenerare l'analfabetismo funzionale: #selvaggianonmentire.
    Questo hashtag è stato lanciato da dei creatori dei contenuti contro una tecnica di promozione adottata per pubblicizzare un libro scritto da un personaggio famoso nel web.
    Il manager, supportato da un opinionista voleva far apparire il suo assistito come un self-made-youtuber quando nella realtà, il personaggio, era stato creato ad hoc per fidelizzare il pubblico giovane e portarlo a vedere un certo programma televisivo condotto dal ragazzo.
    Il mondo degli youtuber si è mosso,attraverso l'hastag, contro la politica della poca trasparenza e della presa in giro
    Gli analfabeti funzionali, invece, hanno capito "ca**i per mazzi" credendo che l'hastag fosse contro il ragazzo, il risultato è che sono stati scritti post con varie minacce e ai familiari  sono state lanciate delle uova.
    Ma vi sono migliaia di altri esempi: c'è chi crede nel controllo meteo attraverso le scie chimiche, chi crede a varie teorie complottiste per il controllo del mondo, chi crede ai rettiliani ed alle sirene, ma non voglio dilungarmi negli esempi vorrei proporre una soluzione: imparare ad informarsi.
    Per esser adeguatamente informati è necessario utilizzare più fonti attendibili riguardo un argomento. Facebook non è un buon mezzo di informazione bisogna navigare su vari articoli che si trovano facilmente su internet (N.B. Lercio non è un sito di informazione).
    L'utilizzo di più fonti riduce il rischio di false informazioni, è una questione di statistica.
    E' anche importante non aver alcun pregiudizio sulla fonte, anzi per aver un idea chiara di un argomento di discussione è importante ascoltare "entrambe le campane"la verità sta spesso nel mezzo.
    Una volta informati, e soltanto DOPO averlo fatto, potete cliccare mi piace e condividere.

    Un cordiale saluto dal vostro Michael, alla prossima.

    (p.s. perdonate eventuali errori di battitura, di grammatica o di punteggiatura, ogni segnalazione sarà ben accettata)

    Le immagini sono state prese da:
    https://mauropresini.files.wordpress.com/2013/09/analfabetismo_funzionale.jpg
    https://it.wikipedia.org/wiki/Analfabetismo_funzionale

    venerdì 19 giugno 2015

    Abbiamo problemi qui sulla terra e noi investiamo nello spazio




    Sta mattina, ebbene si anche di domenica mattina mi alzo, ho aperto facebook e come al solito ascoltando le notizie del tg mi sono messo a gironzolare su facebook ed in particolare sui giornali che pubblicano notizie acchiappa click, vecchi birbanti. Mi ha attirato la notizia che trattava di astrosamantha, non tanto la notizia in se quanto i tristi commenti dei “non curiosi”.
    Il primo commento diceva “ Fra un po a questa la fanno santa ma cosa ha fatto di eroico”. Ed ha ragione dubito che voglia esser considerata santa; è un’ ingegnere/aviatrice/astronauta e come tale vuole esser trattata, ma io penso che sia un esempio per le nuove generazioni, soprattutto per le ragazze, a diventare qualcosa di più che modelle o bambole rifatte.
     Poi probabilmente il tizio che ha detto sta cosa qui tifa qualche squadra di calcio e alla vittoria di qualche coppa chiama eroi i calciatori, ma lasciamo stare sulla questione del calcio e degli eroi che vengono chiamati così solo per un goal o per una vittoria di una partita di pallone. (esistono anche calciatori da ammirare ma si distinguono per altro).
    Ma non era questo il commento che mi ha fatto riflettere era un altro:
    “ Con tutti i problemi che abbiamo…”




    La mia risposta era semplice per me : CURIOSITA’.
    Non tutti possono capire e giustamente lo spirito di curiosità, soprattutto per missioni così grosse richiede una quantità di fondi enorme. 
    Tuttavia bisogna ricordare che la curiosità e l’investimento in essa ha portato enormi benefici anche ai non curiosi: un esempio i microscopi.
    Dubito fortemente che chi li avesse creati li volesse utilizzare per curare malattie e invece grazie ad essi molte persone possono vivere.
    Vi allego un bell’articolo pubblicato dal post in cui è pubblicata una lettera di  Ernst Stuhlinger direttore scientifico della NASA negli anni ‘70.

    sabato 4 aprile 2015

    Piove sul bagnato #6: Best management practices

    Una terza soluzione è quella teorizzata dalla BMP (Best management practices  ) cioè un insieme di tecniche e strategie che puntano ad incentivare l’infiltrazione nel suolo e la laminazione in strutture esistenti.
    Gli scopi della BMP sono duplici : 
    1-riduzione i deflussi di origine meteorica, escludendo quelli non inquinanti che non necessitano di un trattamento
    2-laminare localmente quelli che dovranno essere comunque trattati.
    Per il primo scopo sono necessarie delle strutture  filtranti atte a disperdere nel terreno una quota parte degli afflussi meteorici, naturalmente se le condizioni podologiche del terreno lo permettono. Per il secondo scopo si andranno ad utilizzare piccoli volumi disponibili quali parcheggi o coperture piane di edifici oppure realizzando invasi come laghetti o vasche interrate.
    In  entrambi i casi, con tali strategie diminuiscono molto i diametri delle reti e quindi i loro costi. 


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    quinta puntata

    sabato 28 marzo 2015

    Piove sul bagnato #5: il rallentamento della piena

    Se si ha come obiettivo quello di evitare un innalzamento del corso d’acqua tale che possa sfiorare gli argini fluviali esistono due soluzioni:
    1- aumentare la velocità della corrente, canalizzando adeguatamente il fiume e diminuendo a scabrezza del corso d’acqua 
    2-rallentare le correnti .La soluzione va individuata a scala di bacino creando diversi interventi con lo scopo di rallentare globalmente la velocità dell’acqua aumentando il tempo di concentrazione e quindi dell’entità della piena. 
    La seconda soluzione viene realizzata creando nuove tortuosità o zone morte che risultano favorevoli anche al riequilibrio morfologico e ambientale delle fasce fluviali.

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    Naturalmente la seconda soluzione viene adottata in zone poco abitate ed in genere in zone montane, per le zone densamente abitate, dato che non si può allargare il corso del fiume, l’unica soluzione è una manutenzione periodica degli argini per ridurre la scabrezza. Tuttavia le due soluzioni si integrano perfettamente in chiave di bacino.
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